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Il sapore del perdono


Amo la storia del figlio prodigo. La conosci? Il più giovane dei due figli di un padre benestante si fa liquidare l’eredità e parte per l’estero a scatenarsi.

A farla breve, fa una brutta fine e rischia di morire di fame. Consapevole dei suoi errori decide di tornare a casa.

Pronto a chiedere perdono e tenere la testa bassa. Pronto a pagare il prezzo. Ecco, questo spesso è il tipo di perdono che noi offriamo. “Ti perdono ma tieni la testa bassa per un po’”. “Ti perdono ma a questo costo o con tali condizioni”.

Il padre nella storia invece come reagisce? I pettegolezzi lo avevano raggiunto ben prima del ritorno di suo figlio. Sapeva tutto. E appena lo vede, ancora lontano, inizia a corrergli incontro. Quando lo raggiunge non dice una parola. Lo avvolge nelle sue braccia e lo bacia.

Il figlio fa il discorso che ha preparato nella sua mente, chiede perdono e si fa piccolo. E il padre? Inizia a dare istruzioni a raffica ai suoi servi dicendo loro di sbrigarsi a portare il vestito più prezioso e a preparare una grande festa in onore di suo figlio.

Questo tipo di perdono ha tutto un altro sapore.


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